Tra i nostri messaggi in Twitter abbiamo con molto piacere notato quello di Luca Fantin che, dopo aver provato l’esperienza della Video Risposta, sostiene di essersi anche divertito nel registrarla.
La Video Risposta è stata ideata per dare un supporto all’invio della tua candidatura a un’azienda: ti fai subito vedere, puoi far capire qualcosa in più di te e motivare la tua candidatura, registrandola ad esempio in una lingua straniera qualora l’azienda la chiedesse come requisito necessario per la selezione.
Senza dubbio un’ottima opportunità per i candidati e un validissimo strumento per chi si occupa di selezione in azienda: per questi ultimi infatti, la Video Risposta è un ausilio in fase di screening iniziale dei cv, per ridurre i tempi di selezione e per individuare più facilmente i possibili candidati ideali da invitare a colloquio.
Se non ti è ben chiaro cosa dire nella Video Risposta, ti consigliamo di registrare quello che solitamente scrivi nella lettera di presentazione/accompagnamento al tuo cv: il tuo ruolo, la tua attuale situazione lavorativa e la motivazione a candidarti a quell’annuncio.
Luca si è gentilmente sottoposto ad una rapida intervista sull’esperienza della Video Risposta che vogliamo riportarvi come suggerimento per chi di voi si sente in imbarazzo davanti alla webcam e per dimostrarvi come sia semplice, veloce e immediato registrarla.
UannaBe: Perchè hai deciso di registrare la Video risposta?
Luca: Considero la Video Risposta un’opportunità in più per far notare all’azienda caratteristiche personali che un curriculum vitae, per quanto dettagliato, può evidenziare ma non provare concretamente fino alla prima “stretta di mano” tra organizzazione e candidato: considerando tra i miei punti forza la disinvoltura nell’esposizione e la capacità relazionale trovo il video uno strumento ideale da allegare al curriculum al fine di integrarlo e dimostrare quanto in esso riportato.
UBe: Quante prove hai fatto prima di salvare quella migliore?
L: Realizzai quattro video prima di salvare il migliore che alla fine, ironia della sorte (o forse no?), risultò proprio il primo quale più spontaneo e naturale di tutti.
L’approccio al mezzo di ripresa personalmente ha inciso un po’ nel risultato: mi sento molto a mio agio a colloquiare attraverso la vecchia modalità “face to face” però mi rendo conto che è del tutto soggettivo e si tratta anche di prendere dimestichezza con la video-registrazione.
UBe: Ti sei preparato un discorso o hai parlato a braccio?
L: Inizialmente preparai un discorso che una volta letto risultò prolisso superando ampiamente i trenta secondi; successivamente ripensai a quanto stavo per fare e mi comportai come se fossi fronte all’ organizzazione: spontaneo, naturale e consapevole di essere analizzato seguii una sorta di mappa mentale con ausilio di parole chiave che individuavano i punti focali del discorso precedentemente realizzato.
Ringraziamo Luca per essersi prestato alla nostra veloce intervista.
Sembra facile e veloce, no?
Provateci!

















