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Master in Multimedia Content Design: formazione con opportunità di stage all’estero

ll Master in Multimedia Content Design dell´Università degli Studi di Firenze con la stretta collaborazione del Centro di Eccellenza per la Comunicazione e l’Integrazione dei Media (MICC), si è affermato nel panorama nazionale come corso di formazione e sperimentazione avanzata in grado di fornire le conoscenze e gli strumenti necessari per l’inserimento qualificato nel mondo del lavoro dei media digitali, in un contesto europeo e mondiale.

Se sei un laureato con uno dei seguenti titoli e sei appassionato di rete e tecnologia, con questa esperienza formativa potrai diventare un esperto di ideazione, progettazione e realizzazione di contenuti multimediali in ambito:
-Interective Environments (webdesign in ambienti multimediali interattivi come contenuti ed applicazioni per Internet, installazioni multimediali per l´arte e i beni culturali attraverso l’apprendimento di tecniche e soluzioni di interazione con dispositivi diversi.)
-Video post production (computer graphics, effetti speciali e post produzione)

Il Master è giunto alla XII edizione e vanta una fama europea e mondiale anche grazie alla partnership con Rai Radiotelevisione Italiana: gli ex studenti infatti, hanno trovato inserimento lavorativo in grosse realtà nazionali e internazionali e nei prossimi giorni ve ne presenterò qualcuno tramite il nostro canale Twitter e Facebook.

A supporto dei momenti didattici numerose iniziative come l’organizzazione di Workshop e Lecture con rappresentati del panorama digitale nazionale e mondiale (nella precedendete edizione, un esempio è stato Riccardo Luna di Wired Italia), l’esposizione dei lavori degli studenti presso facoltose sedi come il Teatro Puccini di Firenze.

Il termine ultimo per iscriversi è il 4 dicembre 2009 e da gennaio 2010 tutti in aula in modalità full time per la durata di 12 mesi: 7 mesi tra corsi in aula e laboratori interattivi per finire con 3 mesi di stage in aziende italiane e estere;  anche in questo caso, numerose borse di studio e finanziamenti disponibli.
Inutile dirvi che se avete appena terminato il percorso universitario, questo master rappresenta un’ottima opportunità anche per fare un esperienza lavorativa all’estero, che al vostro curriculum non fa di certo male.

La specializzazione post laurea gioca un ruolo fondamentale nell’inserimento lavorativo, in quanto definisce il tuo profilo e ti permette di mirare le candidature. In questo caso parliamo di un settore, quello della multimedialità, che per natura è in continua evoluzione e quindi ascesa.

Per farvi un’idea vi invito a visitare il canale youtube del Master, dove sono presenti diversi lavori multimediali realizzati durante le varie edizioni del master.

Management, Innovazione, Ingegneria dei Servizi

Sono le parole racchiuse nella sigla MAINS: Master MAINS non è un gioco da tavolo ;-) , ma il Master in Management, Innovazione e Ingegneria dei Servizi organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con la Haas School of Business di Berkeley.

Il master, della durata di 1 anno (8 mesi di aula + 4 di stage) è dedicato a chi desidera acquisire competenze manageriali volte a far accrescere la capacità competitiva delle aziende, facendo leva sull’interazione tra servizi e innovazione: nello scenario attuale infatti, i servizi e le tecnologie digitali ricoprono il ruolo fondamentale e imprenscindibile di driver del cambiamento e dell’acquisizione del vantaggio competitivo.

Le macroaree sulle quali si baseranno le lezioni sono il Management, Business Intelligence, Innovation Management, Service Engineering, con modalità di apprendimento interattive.

A supportare questa esperienza formativa importanti aziende italiane si affiancheranno agli studenti soprattutto negli innovation lab: laboratori in cui gli studenti lavoreranno in team a veri e propri business case delle aziende partner del progetto.

UannaBe, che come ormai sapete è attentissima a tutto ciò che riguarda innovazione, non poteva non menzionare questa iniziativa.

Importante segnalare che le aziende partner mettono a disposizione numerose borse di studio per gli studenti particolarmente meritevoli e che il 90% degli studenti delle edizioni precedenti ha trovato occupazione entro i 3 mesi dalla fine del master.

Quindi fate presto, il termine ultimo per iscriversi è il 16 novembre e qui trovate tutte le informazioni per farlo!

I fattori X per affrontare la Job Fair con successo: ricerca, networking, presentazioni e follow-up

L’immagine collettiva delle Job Fair rappresenta l’idea di un momento d’incontro perfetto tra domanda e offerta di lavoro: le aziende aprono le loro porte ai candidati che si presentano numerosi. Nella vita reale prepararsi a una Job Fair è anche sinonimo di ricerca, networking, presentazione e follow-up.. veramente un duro lavoro!

1. Ricerca: Visita il sito della Job Fair e controlla l’elenco delle aziende partecipanti e delle posizioni che stanno ricercando. Se le informazioni presenti non fossero sufficienti consulta direttamente il sito dell’azienda, e se hai ancora delle domanda cerca di contattare telefonicamente o via email la persona o il gruppo che organizza l’evento, loro dovrebbero avere ogni informazione.
Seleziona e appuntati il nome delle aziende che ti interessano, non più di 20, sono già un buon numero considerando il lavoro di ricerca che dovrai fare e il tempo necessario per presentarti ad ognuna in modo efficace e tra tanti altri candidati. È meglio puntare a meno presentazioni, ma motivate e supportate da una preparazione prima dell’evento.
2. Networking: Inviare il tuo CV in anticipo sfruttando il tuo network è sicuramente una mossa vincente. Cerca di scoprire chi dell’azienda parteciperà alla Job Fair e di instaurare un dialogo prima dell’evento: sarà uno spunto per sciogliere il ghiaccio quando ti presenterai di persona.
3. Presentazioni: Durante la Job fair avrai la possibilità di fare un mini colloquio in diretta con l’azienda. I selezionatori raccoglieranno il tuo CV, parleranno con te per qualche minuto e decideranno proprio lì, in quel momento, prendendo nota della loro prima impressione.
Preparati una piccola presentazione di 30” o al massimo 1 minuto dove spieghi chi sei, qual è il tuo job title (anche se non sei attualmente occupato) e a che posizione aspiri, sempre personalizzandola in base all’azienda a cui ti rivolgi. Esercizio e preparazione ti aiuteranno a essere più disinvolto al momento della stretta di mano.
4. Follow-up: Sarebbe buona abitudine nei postumi di una Job Fair inviare una piccola nota di ringraziamento: potrebbe dire molto di te, tanti ne parlano ma nei fatti pochi lo fanno. A volte potrebbe rivelarsi un’opportunità per ricordare al selezionatore chi sei o aggiungere qualcosa in più di te che non sei riuscito a dire durante il breve colloquio. Allega anche il tuo CV se pensi che potrebbe essere utile rinviarglielo.
Dopo un’eventuale risposta da parte dell’azienda consigliamo di aspettare circa due settimane e poi farsi risentire, non c’è nulla da temere, le risposte che potrai sentirti dire sono due: un invito a colloquio o che la posizione non è più disponibile. E la tua ricerca continua con un’altra aziende.

Infine, un piccolo dettaglio da non sottovalutare: le scarpe. La Job Fair è un evento importante ma scarpe nuove e tacchi alti non sono forse l’ideale per l’occasione, potresti passare molto tempo in fila e correndo tra gli stand, finendo per maledire anche dopo soli 10 minuti la tua scelta. Style va inteso più come sinonimo di gusto ma anche di praticità: scarpe intonate, carine ma comunque comode, con le quali ti senti perfettamente a tuo agio.

Prepararsi a una Job Fair e raccoglierne i frutti comporta insomma impegno e concentrazione, ma conosci un momento migliore per entrare in contatto con le aziende, presentarsi e farsi conoscere?

Secondo noi vale la pena di provarci.. quindi appuntamento alla Job Fair di Firenze venerdì 23 e sabato 24 Ottobre!

Cerchi lavoro? Non fare SPAM di te stesso!

Sento spesso chi è in cerca di lavoro lamentarsi perché, non ricevendo nella maggior parte dei casi alcuna risposta dalle aziende, è convinto che queste cestinino i cv senza nemmeno leggerli. Essendomi occupata personalmente di selezione in più aziende, posso assicurare che questo non accade.

I curricula sono merce preziosa per le Risorse Umane, figuriamoci se li cestinano!
Li ricevono, li scorrono e li archiviano per eventuali necessità di selezioni future (ovviamente ti contattano se di interesse attuale).
Bisogna dire che dopo 6 mesi il tuo cv potrebbe già essere vecchio per quell’azienda: alcune se interessate potrebbero contattarti per chiederti quello aggiornato, altre si aspettano che sia tu a prendere l’iniziativa se la tua posizione lavorativa nel frattempo è cambiata.

Semmai dobbiamo porci qualche domanda:
Ma il mio profilo, è in linea con la posizione alla quale mi sto candidando?
Ho inviato il mio cv senza sapere se in quella azienda ci siano o meno posizioni aperte?
Il mio curriculum descrive in modo chiaro, ordinato e esplicativo: chi sono e quali sono le mie esperienze e gli obiettivi/goals che ho raggiunto nella mia carriera? e ancora…i miei punti di forza, attitudini, caratteristiche personali e cosa voglio fare/diventare?

In un momento come questo in cui si parla tanto di crisi, in cui alle aziende arrivano centinaia di curricula perchè siamo in molti ad essere in una posizione di difficoltà in azienda, o di disoccupazione, è ancora più importante distinguersi e centrare la candidatura.

Pensare “io ci provo lo stesso, chissenefrega”, ti porterà solo a rimanere deluso e frustrato se non ricevi alcun feedback.

Ecco alcune situazioni in cui suggerisco di NON candidarti:
- la posizione è per un expert/senior e tu sei neolaureato o hai appena fatto uno stage
- è indicata una soglia di età, e tu la superi
- è richiesta residenza limitrofa e tu stai a 40 km di distanza (a meno che non abiti tua nonna da quelle parti)
- è richiesta una conoscenza di una lingua a livello ottimo, e tu sai a malapena ordinare un caffè.
- è richiesta la conoscenza di un programma/linguaggio di programmazione in particolare e tu ne hai giusto sentito parlare da qualche parte…

Ecco invece alcuni consigli per situazioni frequenti:
- la posizione ricercata dall’azienda non è in linea con il tuo job title, ma senti di aver le capacità e le competenze per svolgere quel lavoro? Adatta il tuo cv a quella posizione! Non ti sto suggerendo di imbrogliare: semplicemente di avere coscienza del fatto che anche se non hai mai occupato propriamente quella posizione, ma hai acquisito le competenze e hai la giusta motivazione, puoi farlo ora.
- quando leggi di un annuncio che ti può interessare, ma non è ben chiaro, contatta l’azienda e chiedi informazioni più dettagliate: ti fai vedere interessato e poi è sempre meglio non perdere tempo e speranze per candidarsi ad una posizione per al quale non siamo adatti
- quando vuoi inviare il cv ad un azienda per la quale ti piacerebbe lavorare ma non sai se ha delle posizioni aperte, contatta l’azienda (basta anche parlare con la Receptionist) per capire se la tua figura può interessare e magari scoprire a chi indirizzare la tua candidatura.

Per questo ultimo punto consiglio vivamente di sfruttare Linkedin per la ricerca di contatti.
Ad es. se sono un Commerciale, e voglio provare ad entrare nell’azienda XYZ, su Linkedin ho alte probabilità di trovare una persona del mio network che lavora in quell’azienda. Presentarmi velocemente e chiedergli consiglio, non guasta mai, anche perché Linkedin è una community di professional e mi pare ci sia molta disponibilità ad essere utlili uno all’altro.

Cercare lavoro, è veramente uno dei peggiori LAVORI: causa stress, depressioni e insoddisfazioni.
Tentiamo quindi di farlo al meglio, senza metterci da soli nella condizione di sentirci rifiutati o inadeguati.

Traccia su rete!

L’ingresso nel mondo del lavoro, così come il ricollocamento professionale per chi il lavoro l’ha perso o desidera cambiarlo, sono “viaggi avventurosi” che richiedono, oggi più che mai, un bagaglio adeguato; meglio se non appesantito da rincorse affannose verso traguardi irraggiungibili (professioni che non ci rispecchino, “mode” passeggere, stipendi – miraggio) e ancor meglio se riempito con le nostre aspirazioni, frutto di un’autoanalisi sincera e profonda.

Le prime tappe del viaggio non saranno poi così difficili (frequentare un corso professionalizzante o trovare uno stage ad esempio), mentre diventerà via via più complicato costruire un rapporto duraturo con l’azienda “giusta” e trovare la soluzione lavorativa più in linea con le nostre potenzialità.

Oggi ci confrontiamo con una realtà lavorativa multiforme sia nelle modalità contrattuali che nelle mansioni ed il  futuro richiederà profili professionali sempre più dotati di trasversalità, ovvero di abilità sociali, di capacità comunicative e di mediazione, dando quasi per scontate le conoscenze tecniche.

Dovremo imparare a viaggiare, ad utilizzare correntemente più di una lingua straniera, a pensare ad un luogo di lavoro che non sarà sempre lo stesso, a colleghi “intercambiabili”, a sedi e funzioni che potranno modificarsi più e più volte.

I pochissimi punti di riferimento immutabili di cui oggi il mercato del lavoro dispone, ci costringeranno ad acquisire competenze diversificate (e non è una fantastica opportunità?) così come le nostre capacità esplorative e la nostra creatività diventeranno indispensabili per orientarci e per scegliere il nostro futuro professionale.

La stessa ricerca di un lavoro dovrà essere improntata in modo da permetterci di comunicare informazioni sulla nostra professionalità, sul nostro curriculum, sui nostri valori, che ci rendano riconoscibili e unici agli occhi dell’azienda.

Se è vero che ad essere “scelta” sarà sempre più la persona (non solamente il suo profilo), la possibilità di scambiare opinioni, riflessioni ed idee, di commentare quelle altrui o di rispondere ad una proposta attraverso una community, di raccogliere dati su un’azienda, una professione, un settore utilizzando portali e motori di ricerca, di ampliare la propria rete di contatti e di veicolare in modo mirato la propria candidatura mediante forum e social network sono e saranno tappe fondamentali per farsi conoscere.

Il blog, letteralmente “traccia su rete”, è uno strumento che possiede tutte le potenzialità per diventare terreno sempre più fertile di incontro domanda – offerta, dove si giochi a carte scoperte, si propongano presentazioni di sé il meno convenzionali possibili e si mettano in evidenza requisiti posseduti e richiesti in modo non filtrato.

Del resto, farsi incuriosire (dalla proposta innovativa di un’azienda, da un curriculum accattivante, da un’idea imprenditoriale, da un confronto diretto) è forse l’unica chiave per affrontare il viaggio. Possiamo preparare  lo zaino cercando di prevedere tutto nei minimi dettagli (la cerata per i giorni di pioggia, il costume se capiterà l’occasione per una nuotata), ma saranno gli incontri, le parole che scambieremo, i percorsi meno battuti, a farci scoprire, spesso inaspettata, la nostra vera meta.

Anna Serra, Angelo Boccato


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